martedì 15 novembre 2016
lunedì 11 luglio 2016
DARE CORAGGIO
DARE CORAGGIO
16 luglio - 18 settembre 2016
ex carcere di Sant’Agata - Bergamo
ex carcere di Sant’Agata - Bergamo
Paolo Facchinetti - Giovanni Bonaldi - Clara Luiselli - Federica Mutti
Fondazione A. Bernareggi presenta
DARE CORAGGIO
16 luglio - 18 settembre 2016
ex carcere di Sant’Agata - Bergamo
Negli spazi pieni di suggestione di un ex carcere, espongono quattro artisti bergamaschi in quattro rispettive celle, nelle quali ciascuno di loro colloca la propria installazione: Paolo Facchinetti - Giovanni Bonaldi - Clara Luiselli - Federica Mutti. A ispirare il loro lavoro viene dato un tema che produce una particolare risonanza in questo singolare luogo espositivo: dare coraggio.
In un luogo che porta con sé la memoria di vite sospese dalla reclusione e sottratte alla normale vita sociale si ospita una riflessione sul coraggio, pensato come la spinta che la speranza offre a ogni essere umano, soprattutto quando le circostanze della vita sembrano contraddire sogni, aspettative, desideri, ma anche semplicemente la giustizia delle cose. Il coraggio è dunque “virtù” particolarmente necessaria in questo frangente storico in cui la vita sociale è attraversata da tangibili inquietudini che tendono a scoraggiare l’esistenza di tutti.
Ogni artista interpreterà questo tema a seconda della propria poetica e delle proprie tecniche espressive.
Inaugurazione venerdì 15 luglio, ore 18
Presentazione catalogo - 25 agosto 2016, ore 18
Apertura: 15 luglio > 18 settembre 2016
sabato e domenica, dalle 10 alle 22
La mostra resterà chiusa il 13 e 14 agosto
Progetto a cura di Fondazione A. Bernareggi
L’installazione è inserita nell’ambito delle celebrazioni di Sant’Alessandro 2016
In collaborazione con Comune di Bergamo
In collaborazione con Maite Bergamo
DARE CORAGGIO
16 luglio - 18 settembre 2016
ex carcere di Sant’Agata - Bergamo
Negli spazi pieni di suggestione di un ex carcere, espongono quattro artisti bergamaschi in quattro rispettive celle, nelle quali ciascuno di loro colloca la propria installazione: Paolo Facchinetti - Giovanni Bonaldi - Clara Luiselli - Federica Mutti. A ispirare il loro lavoro viene dato un tema che produce una particolare risonanza in questo singolare luogo espositivo: dare coraggio.
In un luogo che porta con sé la memoria di vite sospese dalla reclusione e sottratte alla normale vita sociale si ospita una riflessione sul coraggio, pensato come la spinta che la speranza offre a ogni essere umano, soprattutto quando le circostanze della vita sembrano contraddire sogni, aspettative, desideri, ma anche semplicemente la giustizia delle cose. Il coraggio è dunque “virtù” particolarmente necessaria in questo frangente storico in cui la vita sociale è attraversata da tangibili inquietudini che tendono a scoraggiare l’esistenza di tutti.
Ogni artista interpreterà questo tema a seconda della propria poetica e delle proprie tecniche espressive.
Inaugurazione venerdì 15 luglio, ore 18
Presentazione catalogo - 25 agosto 2016, ore 18
Apertura: 15 luglio > 18 settembre 2016
sabato e domenica, dalle 10 alle 22
La mostra resterà chiusa il 13 e 14 agosto
Progetto a cura di Fondazione A. Bernareggi
L’installazione è inserita nell’ambito delle celebrazioni di Sant’Alessandro 2016
In collaborazione con Comune di Bergamo
In collaborazione con Maite Bergamo
martedì 31 maggio 2016
sabato 1 agosto 2015
Twocalls, la forma delle idee

Sabato 18 luglio, alle ore 17.00 presso il Nuovo Spazio di Casso, saranno presentati gli esiti del Concorso Artistico Internazionale Two calls for Vajont, lanciato da Dolomiti Contemporanee a giugno 2014.
Con l’occasione sarà inaugurata Twocalls, la forma delle idee, una esposizione di alcuni dei progetti selezionati nella fase finale del Concorso,
attraverso la quale si racconta la genesi, il senso, lo stato attuale
di questo concorso-progetto ideativo, che vuol ripensare il rapporto con
la storia, la tragedia, il paesaggio umano, fisico, culturale, dell’area del Vajont.La mostra rimarrà aperta dal 18 luglio al 16 agosto, essa sarà visitabile dal giovedì alla domenica, in orari 10.00-12.30 e 15.00-19.00.
Artisti in mostra: Marta Allegri, Carlo Andreasi, Marco Andrighetto, Michele Bazzana, Monica Biancardi, Stefano Cagol, Simone Cametti, Giorgio Cazzulani, Luca Chiesura, Alessandro Dal Pont, Alessandra De Vecchi/Alberta Iera/Chiara Paulon, Daniela Di Maro, Flavio Favelli, Dimitri Giannina, Kindergarten, Clara Luiselli, Marina Menti, Stefano Moras/Alan Luca Nan, Tiziana Pers, Stefano Ravani, Andrea Piantoni/Dania Zanotto, Giorgio Pirolo, Giulio Rossi, Pierluigi Slis, Studio Emfa, Silvano Tessarollo, Massimo Uberti, Silvia Vendramel, Corrado Zeni.
mercoledì 13 maggio 2015
Awakening_Cap.II performance per AtdDate
La visual artist Clara Luiselli, in occasione di questa edizione di
ArtDate proporrà, negli spazi dell’ALT di Alzano Lombardo, la
performance Awakening cap. II, una sostanziale rivisitazione
dell’omonima azione realizzata lo scorso anno.
Nei lavori di
quest’artista si integrano la dimensione dell’installazione con quella
performativa grazie alla presenza della figura umana che spesso
interagisce con lo spazio lasciando degli oggetti simbolici al termine
dell’azione. Ciò che davvero è importante nella poetica dell’artista è
l’indagine della “linea di confine tra il visibile e l’invisibile”, da
qui la scelta di coinvolgere come attori di questa performance delle
donne, come figure lunari, portatrici dell’intuito. Anche l’uso di
oggetti carichi di una forte tradizione iconografica e simbolica diventa
un aspetto caratterizzante di questa performance. Troviamo quindi un
dialogo tra oggetti cavi come la campana e il guscio della lumaca che a
sua volta comunica con la terra che, con un gioco di contrasti, cade dal
cielo.
The visual artist Clara Luiselli is presenting for ArtDate at ALT in Alzano Lombardo the performance Awakening chap. 2, a substantial reworking of her previous work of the same name. In Luiselli’s works installation and performance complement one another thanks to the human presence that often interacts with the space leaving some symbolic objects at the end of the action.
The important thing in the artist’s thought insight is the research on “the border line between the visible and the invisible”. Hence she chose to use as actors some women, as moon figures, intuition-carriers. The usage of the objects with an important iconographic tradition is a characterising feature of this performance.
It is possible to find a dialogue between empty objects as the bell and the snail shell communicating with the soil. The snail shell, however, falls from the sky originating in this way a contrast.
The bell, the symbol of this performance, is conceived as a silent object that livens up after its fall and triggers a kind of dance-ritual as the dervish one.
The title Awakening refers to the nature, which is represented by elements like the cyclic nature (of the performance in this case), the repetition and the link with the earth mediated by rituals as the ringing of the bells. The performance is presented Friday 15th May at 6.oo pm.
The visual artist Clara Luiselli is presenting for ArtDate at ALT in Alzano Lombardo the performance Awakening chap. 2, a substantial reworking of her previous work of the same name. In Luiselli’s works installation and performance complement one another thanks to the human presence that often interacts with the space leaving some symbolic objects at the end of the action.
The important thing in the artist’s thought insight is the research on “the border line between the visible and the invisible”. Hence she chose to use as actors some women, as moon figures, intuition-carriers. The usage of the objects with an important iconographic tradition is a characterising feature of this performance.
It is possible to find a dialogue between empty objects as the bell and the snail shell communicating with the soil. The snail shell, however, falls from the sky originating in this way a contrast.
The bell, the symbol of this performance, is conceived as a silent object that livens up after its fall and triggers a kind of dance-ritual as the dervish one.
The title Awakening refers to the nature, which is represented by elements like the cyclic nature (of the performance in this case), the repetition and the link with the earth mediated by rituals as the ringing of the bells. The performance is presented Friday 15th May at 6.oo pm.
martedì 14 aprile 2015
ECO.NET 2015_Fuorisalone Milano
Eco.Net 2015 Milano
In concomitanza con “Fuorisalone Milano Design Week”
15 – 19 aprile 2015
Giovedì-Venerdì 14.00 – 23.00 / Sabato 11.00 – 23.00 / Domenica 11.00 – 19.00
Lato B – Viale Pasubio, 14 – Milano (Italia)
Inaugurazione con buffet italo-spagnolo: Mercoledì 15 aprile alle ore 18:00
Eco.Net crea uno spazio internazionale, sia fisico
che virtuale, dove designer, relatori, imprese, professionisti e
visitatori possono confrontarsi, condividere e creare rapporti e
progetti futuri.
Clara Luiselli espone in Eco.Net 2015 MI:
Erminia
Lisa
Silvana
mercoledì 4 febbraio 2015
SE TREMO SULL'ORLO

Clara Luiselli
Se tremo sull'orlo / If I tremble on the edge
curata da
/ curated by Daniele Capra & Giuliano Zanchi
Bergamo (I), Ex Oratorio di San Lupo
inaugurazione venerdì 30 gennaio ore 18
/ opening Friday January 30, 6 pm
31 gennaio - 22 marzo / 31 January - 22 March
Clara
Luiselli, Oracle Room, 2014, site specific installation, Ex Oratorio di San
Lupo, Bergamo
Dal 31 gennaio al 22 marzo lo
spazio espositivo dell'Ex Oratorio di San Lupo ospita la personale di Clara Luiselli Se tremo sull’orlo, a
cura di Giuliano Zanchi e Daniele Capra, che raccoglie due suggestive
installazioni dell’artista realizzate appositamente per il luogo. L’Oratorio
risulterà così innervato da una trama di nuovi contenuti, tali da innescare
degli inediti percorsi di fruizione ed accendere nel contempo relazioni di
ordine visivo ed emotivo tra lo spazio e le proiezioni individuali del fruitore.
Lo spazio centrale dell’Ex
Oratorio ospita Oracle Room, dalle pareti effimere, costituite da una fitta
rete sulla quale sono collocate, tramite degli ami, migliaia di piccole
strisce di carta. Chi accede al percorso espositivo ha due possibilità: accedervi
o decidere di guardare dall’alto, da semplice spettatore. Ogni striscia
presenta infatti un frammento di immagine che reca sul retro una parola o una
frase che il visitatore è invitato a cogliere e a fare propria. L’Oracle Room è un luogo effimero, in
costante mutazione, in un rapporto proporzionale al numero dei visitatori.
Più persone entrano, più le pareti cartacee si riducono, lasciando trasparire
mano a mano la struttura architettonica dello spazio espositivo. Ma nel
contempo con il dissolvimento delle pare e l’opera è destinata a dilatarsi in
uno spazio non definibile da confini precostituiti, quasi a suggerire come
l’opera stessa – e forse lo stesso spettatore? – abbia un’esistenza
caratterizzata da un continuo ed inarrestabile divenire.
Gli spazi ipogei dell’Ex
Oratorio ospitano invece la seconda tappa di Orizzonti Ritrovati,
progetto mirato ridare l’orizzonte dello sguardo ad opere mosse dalla propria
originaria collocazione (usualmente per motivi di conservazione), fornendo
una sorta di momentaneo rimedio rispetto all’incessante aggressività del
tempo. Dopo la prima esperienza
alla Galleria di Arte Moderna di Genova, Clara Luiselli ha scelto un’opera
del bergamasco alla quale ha in qualche modo restituito il proprio orizzonte
perduto, consentendole di rivedere il luogo originario sul quale la scultura
non ha più possibilità di vegliare. Lo sguardo dell’opera antica verso quel
ritaglio di mondo, interrotto dalla storia, sarà così, seppur
momentaneamente, risarcito.
Correda la mostra un catalogo,
edito da Silvana Editoriale, con la documentazione delle opere presso lo
spazio e testi di Daniele Capra, Emanuela De Cecco e Giuliano Zanchi.
Clara
Luiselli (Bergamo, 1975) ha
frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bergamo e seguito le residenze
presso la Fondazione Ratti e la Fondazione Spinola Banna per l’Arte
Contemporanea. Nel 2001 ha vinto il premio Targetti Art Light.
Il suo fare artistico è
impegnato in una ricerca di compenetrazione tra opera e fruitore. Indagatrice
degli infiniti rapporti relazionali tra individuo e spazio, attenta
osservatrice delle dinamiche sociali, lavora attraverso la produzione di
installazioni site-specific e performance.
Sue opere sono state esposte al
Chelsea Art Museum di New York, al MAK di Vienna, alla GAMeC di Bergamo, alla
GAM di Genova, al Museo delle Culture del Mondo di Genova, a BACO; ha preso
alla Biennale di Venezia Padiglione Italia/Accademie, alla Biennale dei
Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo di Roma e Sarajevo, al concorso
internazionale di Giovane Scultura presso la Fondazione Pomodoro.
Clara
Luiselli. Se tremo sull’orlo
a cura di Giuliano Zanchi e
Daniele Capra
Bergamo, Ex Oratorio di San Lupo
Via San Tomaso, 7 - Bergamo
inaugurazione venerdì 30 gennaio
ore 18
dal 31 gennaio al 22 marzo
da martedì a venerdì ore 15-18
sabato e domenica ore 11-18
ingresso gratuito
tel. 035.248772
|
The central space of the Ex Oratorio hosts Oracle Room, an installation consisting of ephemeral walls: thousands of small strips of paper hung with little hooks will cover a dense net. The visitor must choose between two options: to access to the installation or look down as a mere spectator. Each strip is in fact a fragment of an image with a word or phrase on the backside. The visitor is invited to pick it up and conserve it. The Oracle Room is a constantly changing transitory place, according the number of visitors. The more people come, the more the paper walls are reduced, revealing the architectural structure of the space. But at the same time with the dissolution of the paper wall, the work will expand in a space not defined by ordered boundaries, suggesting how the work itself has an existence characterized by a continuous and relentless change – as maybe the spectator too. The underground spaces of Ex Oratorio host the second step of the project Orizzonti Ritrovati (Found Horizons), an installation based on restoring the original skyline of the artworks moved from their original location (as often happens for conservation needs), providing a momentary relief to the inexorable violence of the time. After the first event hosted at the Gallery of Modern Art of Genoa, Clara Luiselli chose a work of Bergamo area and give it his lost horizon, allowing the sculpture to see again the original venue was made for. The eyes of the ancient artwork will be compensated, albeit momentarily. The exhibition is accompanied by a catalogue published by Silvana Editoriale with the works of the artist and essays by Daniele Capra, Emanuela De Cecco and Giuliano Zanchi. Clara Luiselli (Bergamo, 1975) attended the Academy of Fine Arts in Bergamo and the residences at Fondazione Ratti and Fondazione Spinola Banna per l’Arte Contemporanea. In 2001 she won the Targetti Art Light Prize. Her artistic practice is based on the interpenetration between work and viewer. She works often with performance and site-specific installations, exploring the infinite relationships between person, space and the social dynamics. Her works have been exhibited at the Chelsea Art Museum in New York (USA), the MAK in Vienna (A), the GAMeC in Bergamo (I), the Galleria di Arte Moderna in Genoa (I), the Museum of World Cultures in Genoa (I), BACO in Bergamo, Fondazione Pomodoro in Milan (I). She took part at the Italian Pavilion at the Venice Biennale/Academies, at the Biennale of Young Artists of Europe, and the Mediterranean Biennal in Rome (I) and Sarajevo (BiH).
Clara
Luiselli. If I tremble on the edge
curated by Daniele Capra &
Giuliano Zanchi
Ex Oratorio di San Lupo Bergamo, Via San Tomaso, 7 opening Friday 30 January, 6 pm January 30 – March 22 Tuesday-Friday 3-6 pm Saturday and Sunday 11 am - 6 pm free admission info@fondazionebernareggi.it www.fondazionebernareggi.it p. +39.035.248772 |
venerdì 2 gennaio 2015
sabato 13 dicembre 2014
Specie di Spazi
Specie di Spazi 2000 - 2014
Giovani artisti in mostra al Centro Congressi Giovanni XXIII
Un progetto espositivo di Clara Luiselli
Il Centro Congressi Giovanni XXIII, in collaborazione con la Fondazione Adriano Bernareggi, ospita l’installazione dell’opera “SPECIE DI SPAZI 2000-2014” di Clara Luiselli.
Per il quarto anno di fila, il Centro Congressi Giovanni XXIII si trasforma in centro espositivo di opere d’arte contemporanea di giovani artisti bergamaschi.
INAUGURAZIONE con buffet, alla presenza dell'artista
martedì 16 dicembre alle ore 18,30
Centro Congressi Giovanni XXIII
Per il quarto anno di fila, il Centro Congressi Giovanni XXIII si trasforma in centro espositivo di opere d’arte contemporanea di giovani artisti bergamaschi.
INAUGURAZIONE con buffet, alla presenza dell'artista
martedì 16 dicembre alle ore 18,30
Centro Congressi Giovanni XXIII
L’opera sarà esposta dal 16 dicembre e fino a fine maggio. Sarà
visibile nei giorni e orari di apertura del Centro Congressi: lun-ven
8,30 – 12,30 e 14-18.
In contemporanea all'inaugurazione, la Fondazione Adriano Bernareggi organizza una raccolta fondi finalizzata alla realizzazione del catalogo che accompagnerà la mostra di Clara Luiselli che verrà inaugurata il prossimo 30 gennaio 2015 presso l'ex oratorio di San Lupo.
In contemporanea all'inaugurazione, la Fondazione Adriano Bernareggi organizza una raccolta fondi finalizzata alla realizzazione del catalogo che accompagnerà la mostra di Clara Luiselli che verrà inaugurata il prossimo 30 gennaio 2015 presso l'ex oratorio di San Lupo.
L’opera: “SPECIE DI SPAZI 2000-2014”
SPECIE DI SPAZI si presenta come un’installazione modulare dove ogni sua parte, pur mantenendo il proprio carattere di unicità, contribuisce alla formazione di un grande organismo luminoso, una grande parete di vetrocemento che accoglie dietro ad ogni elemento ondulato l’immagine di una finestra fotografata di notte.
Ogni finestra, diversa da tutte le altre, appartiene ad un ambiente domestico, ad un luogo intimo che lascia solo intuire la presenza di qualcuno oltre il vetro. Camminando la sera, specialmente in quelle più fredde, spesso si ha il desiderio di varcare lo spazio che separa dentro e fuori: le finestre illuminate diventano una sorta di membrana che permette un passaggio delicato, non invadente dello sguardo, che può accogliere la luce interiore senza essere invasivo.
I mattoncini in vetro modificano l’immagine al minimo spostamento del fruitore, come in un incontro, dove le piccole variazioni ed i movimenti ci permettono di entrare in sintonia con l’altro. L’illuminazione completa l’opera: dietro le finestre una luce omogenea e lieve permette alle finestre di sembrare accese, piccole cellule abitative vive, così diverse dai non luoghi.
L’artista: Clara Luiselli
Clara Luiselli (Bergamo, 1975) ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bergamo e seguito i corsi presso la Fondazione Ratti e la Fondazione Spinola Banna per l’Arte Contemporanea. Il suo fare artistico è impegnato in una ricerca di compenetrazione tra opera e fruitore. Indagatrice degli infiniti rapporti relazionali tra individuo e spazio, attenta osservatrice delle dinamiche sociali, lavora attraverso la produzione di installazioni site-specific e performance.
Si ringrazia: Galleria Marelia Bergamo
SPECIE DI SPAZI si presenta come un’installazione modulare dove ogni sua parte, pur mantenendo il proprio carattere di unicità, contribuisce alla formazione di un grande organismo luminoso, una grande parete di vetrocemento che accoglie dietro ad ogni elemento ondulato l’immagine di una finestra fotografata di notte.
Ogni finestra, diversa da tutte le altre, appartiene ad un ambiente domestico, ad un luogo intimo che lascia solo intuire la presenza di qualcuno oltre il vetro. Camminando la sera, specialmente in quelle più fredde, spesso si ha il desiderio di varcare lo spazio che separa dentro e fuori: le finestre illuminate diventano una sorta di membrana che permette un passaggio delicato, non invadente dello sguardo, che può accogliere la luce interiore senza essere invasivo.
I mattoncini in vetro modificano l’immagine al minimo spostamento del fruitore, come in un incontro, dove le piccole variazioni ed i movimenti ci permettono di entrare in sintonia con l’altro. L’illuminazione completa l’opera: dietro le finestre una luce omogenea e lieve permette alle finestre di sembrare accese, piccole cellule abitative vive, così diverse dai non luoghi.
L’artista: Clara Luiselli
Clara Luiselli (Bergamo, 1975) ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bergamo e seguito i corsi presso la Fondazione Ratti e la Fondazione Spinola Banna per l’Arte Contemporanea. Il suo fare artistico è impegnato in una ricerca di compenetrazione tra opera e fruitore. Indagatrice degli infiniti rapporti relazionali tra individuo e spazio, attenta osservatrice delle dinamiche sociali, lavora attraverso la produzione di installazioni site-specific e performance.
Si ringrazia: Galleria Marelia Bergamo
PER INFORMAZIONI
Centro Congressi Giovanni XXIII
Tel: 035 236435
Email: info@congresscenter.bg.it
Fondazione Adriano Bernareggi
Tel: 035 248772
Email: info@fondazionebernareggi
orizzonti ritrovati (I) GAM di Genova
|
La Galleria
d’Arte Moderna di Genova è lieta di ospitare Orizzonti ritrovati,
progetto site specific di Clara Luiselli realizzata su una delle opere
della collezione del museo. L’evento prende parte alla X Giornata del
Contemporaneo Amaci. Orizzonti Ritrovati è un progetto in progress che
intende muoversi alla ricerca di nuovi orizzonti da riportare alla luce:
è un viaggio, attraverso il tempo e il suo scorrere, alla ricerca di
quanto si è perduto. Clara Luiselli prende l'avvio dalla scultura
L'Autunno di Edoardo De Albertis per recuperare memorie lontane di
luoghi sui quali non è più possibile vegliare: per questo ragione ha
documentato con una videocamera, per ventiquattro ore,l'orizzonte che la
scultura poteva scorgere nel tempo della sua permanenza all'Orto
Botanico. Il video, montato in time lapse e installato davanti allo
sguardo de L'Autunno, permette alla scultura di rivivere di quella luce e
di quell'oscurità in cui, per lungo tempo, si era trovata completamente
immersa. L'installazione di Genova è la prima tappa del progetto:
seguirà il 30 gennaio 2015 la seconda presso il Museo Bernareggi di
Bergamo.
The Gallery of Modern Art in Genoa is pleased to
host Orizzonti ritrovati ("Rediscovered Horizons"), site-specific
project made by Clara Luiselli on one of the works of the museum
collection. The event the show is part of Amaci Giornata del
Contemporaneo. Orizzonti Ritrovati is an ongoing project focused on the
search of new horizons to bring to light: a journey through time and its
passing, looking for what has been lost. Clara Luiselli started the
project with the sculpture The Fall by Edoardo De Albertis, to retrieve
distant memories of places that are not visible anymore. So she decided
to record with a camera for twenty-four hours the horizon the sculpture
had in the previous location at Botanic Garden. The video was edited in
time lapse and installed in a screen device just in front the eyes of
The Fall, with the aim of supplying light and darkness to the sculpture
as for a long time it was completely immersed in the past. The
installation of Genoa is the first step of the project that will
continue on January 2015 at Bernareggi Museum in Bergamo.
|
L’ultimo orizzonte
Daniele Capra
La siepe del monte Tabor presso Recanati è da quasi due secoli il più celebre esempio di negazione dello sguardo della letteratura italiana. Nella magistrale lirica L’infinito, Leopardi tratteggia infatti il potenziale immaginifico e la possibilità sovversiva di raffigurarsi «interminati spazi» oltre quegli arbusti che bloccano la vista. La siepe non è così banalmente elemento ostativo che impedisce di vedere il paesaggio celato che si srotola oltre la sua presenza, ma diventa l’innesco che permette il poeta – ed il lettore – di fantasticare e di smarrirsi in una condizione inquieta di indeterminatezza, di sospensione temporale e mistica sehnsucht. La fantasia e la forza dell’intelletto trasformano la negatività della privazione visiva in una spinta intellettuale ad immaginare un mare in cui lasciar annegare il proprio pensiero, in un panteismo cosmico.
Benché non manchino in antichità edifici dedicati alle Muse ed al loro culto, il museo per come noi lo percepiamo è una costruzione moderna che si concretizza e si affina a partire dal Settecento. A partire da quel momento il museo si è progressivamente caratterizzato per essere il luogo deputato a conservare, restaurare, valorizzare e far conoscere ai cittadini quegli elementi di rilevanza che l’arte, la storia e la cultura ci hanno lasciato in eredità. È quindi un’istituzione finalizzata a trattenere ciò che è significativo e che si vuole preservare dalle insidie delle miserie umane e dalle offese dello scorrere del tempo: è una struttura finalizzata a sottrarre alla storia quello che esso protegge.
Il progetto Orizzonti ritrovati di Clara Luiselli nasce dalla necessità di ricondurre al flusso della storia alcune opere di collezioni museali che per necessità conservative sono state collocate in musei, muovendole dalla loro originale ubicazione. L’artista mira a ristabilire alcuni elementi di continuità visiva riportando allo sguardo originario statue ed opere d’arte che sono ora in quella che è inevitabilmente una condizione di prigionia, imposta dalla propria caducità e dalla propria fragilità materiale.
In particolare il progetto realizzato per la Galleria d’Arte Moderna di Genova è rivolto al bronzo antropomorfo L’Autunno, di Edoardo De Albertis, prodotto nel 1925 per l’Exposition International des Arts Décoratifs di Parigi e collocato nei giardini dell’Orto Botanico fino ai tardi anni Novanta, quando la scultura venne restaurata e allestita all’interno del museo genovese. Clara Luiselli ha infatti documentato l’orizzonte che la scultura aveva con una telecamera, registrando per una giornata intera il ritaglio di mondo verso cui volgeva gli occhi la statua. Successivamente di fronte all’opera è stato collocato un monitor che trasmette proprio il flusso delle immagini registrate, quasi a risarcirla della vista di quel pezzo di paesaggio di cui era stata privata, riequilibrando quel torto da imputarsi all’azione antropica, ambientale e all’inarrestabile ticchettio del tempo.
È una ricerca del tempo perduto, quella messa in atto da Clara Luiselli, che in questo processo non è interessata a mettere in atto una relazione con lo spettatore quanto piuttosto a ricondurre allo stato primigenio l’opera del De Albertis. L’osservatore è cioè esclusivamente un testimone di un’azione finalizzata ad altri: a lui spetta il ruolo di colui che registra l’evento, una sorta d’impotente convitato di pietra, mentre la scultura – che è un essere inanimato – ha il privilegio di essere il destinatario dell’azione, colui che gode cioè delle immagini e dell’orizzonte ritrovato.
Il video che scorre di fronte agli occhi della scultura mette l’opera in una condizione di duplicità per il giustapporsi di due differenti orizzonti temporali: quello della propria storia, quasi centenaria, e quello del presente (seppure non cronologicamente tracciabile), testimoniato dal prelievo realizzato dall’artista, che le viene costantemente trasmesso di fronte. Coesistono questi due momenti, ignorandosi e sovrapponendosi senza mai entrare in diretta relazione. Coesistono anche due mondi di immagini, quello statico della statua con le sue forme déco e quello sfuggevole del mondo che parla ai suoi occhi grazie all’azione dell’artista. Spetta all’osservatore ricomporre questa dicotomia, vedere quell’orizzonte negato, oltre la realtà su cui getta il proprio sguardo e oltre la siepe della propria immaginazione.
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